Giuseppe Intrieri - Fotografia & Natura

Giuseppe Intrieri - Fotografia & Natura

Come riconoscere una Vipera da altri serpenti quali i Colubridi?

Condividi

Ci sono luoghi che raccontano la nostra storia, la storia dell’umanità, della scienza, dello studio della natura. Per gli appassionati come me questi luoghi sono intrisi di un fascino antico che è difficile da spiegare a parole, ti senti quell’emozione dentro al petto al solo pensiero di andarci. Quei luoghi dove sai che secoli addietro sono state fatte cose importanti, ti affascina il pensiero che lì abbiano trascorso il tempo studiosi della natura, del mondo. Lontano dalle nostre epoche e con i mezzi di allora, dove contavano veramente soltanto le cose concrete. Studiosi mossi dalla passione di comprendere veramente il mondo in maniera approfondita.

Queste sono state proprio le emozioni che ho provato quando ho deciso che avrei visitato l’Orto Botanico di Padova, dove tutto lo studio della Botanica e delle piante ebbe inizio. Dove nacque la cultura dell’orto botanico come luogo di studio delle piante, di comprensione del mondo vegetale che fondamentalmente ci da la vita, come luogi di incontro di studiosi, l’orto botanico come sede della conservazione di tesori che potrebbero andare perduti, luoghi in un certo senso per i “religiosi” della natura.

In questo articolo raccolgo le mie emozioni e voglio che ispiri chiunque lo legga a visitare questo luogo bellissimo nella fantastica città di Padova, considerate questo articolo come una guida mista alle mie emozioni e un excursus storico dell’orto.

Quando nacque l'Orto Botanico di Padova?

Prima di rispondere a questa domanda, proviamo a rispondere alla domanda << Perchè “collezionare” piante? >>. La domanda su perché collezionare piante trova radici nella storia dell’Università di Padova, fondata nel 1222, durante un’epoca in cui la città si distingueva come una delle capitali culturali europee. Nel 1405, entrò a far parte della Repubblica di Venezia, che all’epoca rappresentava il centro del mondo con il suo potere e la sua influenza.

Sotto il dominio della Serenissima, che aveva il controllo su vasti scambi commerciali, Padova divenne un centro di eccellenza intellettuale, attrattivo per i migliori cervelli del tempo. Questo monopolio intellettuale fu tale che nel 1492 un professore fiorentino, sospeso dall’insegnamento a Padova, fu addirittura imprigionato per evitare che portasse altrove le sue competenze.

L’Orto Botanico, vide la sua nascita nel 1545 durante il Rinascimento, ebbe origine non solo per soddisfare la curiosità scientifica, ma anche per proteggere gli interessi commerciali di Venezia. La Serenissima intendeva controllare non solo gli scambi commerciali, ma anche la conoscenza delle piante vitali per l’alimentazione, la medicina e il benessere.

 

L’idea dell’Orto Botanico fu concepita da Francésco Bonaféde e dai suoi studenti del corso di Lettura dei Semplici, concentrandosi sullo studio delle sostanze naturali a scopo curativo. Bonaféde, notando le limitazioni dei libri nel fornire una conoscenza accurata delle piante, si ispirò al crescente metodo scientifico emerso a Padova. Questo approccio, promosso da figure come il professore di medicina Giovànni Battìsta Da Mònte, sottolineava l’importanza di verificare le idee attraverso l’osservazione diretta e l’esperimento pratico.

 

Così, nel 1545, nacque l’Hòrto medicinàle, un luogo dove le piante venivano coltivate e studiate direttamente. L’Orto Botanico divenne una risorsa fondamentale per docenti e studenti, offrendo un ambiente aperto e accessibile per l’apprendimento. Questa iniziativa, senza precedenti, contribuì a formare una nuova generazione di esperti in grado di distinguere le piante medicinali da quelle non adatte, proteggendo così la salute pubblica.

Quante specie di vipere vivono in Italia?

Partiamo dall’elencare quante specie di Vipera esistono in Italia, che fra l’altro sono gli unici serpenti velenosi presenti nel nostro paese. Sono presenti 5 specie che sono diffuse con distribuzione diversificata in tutta Italia, tranne la Sardegna dove non vi sono serpenti velenosi.

Vipera Aspis (aspide)
È diffusa sulle Alpi e sugli Appennini, il suo habitat preferito è costituito da luoghi caldi e asciutti, ha un’ indole mite e solitamente fugge se molestata. 

Vipera Berus, o marasso palustre
Diffusa in montagna, presente nel Nord Italia, è piuttosto aggressiva. La si può trovare anche in acqua. Se viene provocata attacca facilmente.

Vipera Ammodytes o vipera del corno
Presente soprattutto nel nord-est dell’Italia. Facilmente riconoscibile per la presenza di un piccolo corno sulla punta del muso. Predilige un habitat costituito da zone aride, pendii e pietraie. È poco aggressiva, ma il suo veleno è il più pericoloso fra le specie presenti in Italia.

Vipera Ursinii, o vipera dell’Orsini
Presente nell’Appennino Abruzzese ed Umbro-Marchigiano, in particolare sul Gran Sasso. Di dimensioni piuttosto piccole è la meno pericolosa.

Vipera dei Walser 
La vipera walser appartiene alla famiglia Viperidae, ed è diffusa in Italia nelle Alpi occidentali, nella zona di Biella e nell’alta Valsesia.

Un esemplare di Vipera aspis

Quali sono le dimensioni e il colore di una Vipera?

Il colore di questo animale varia molto (come tutti i rettili) innanzitutto in base alla specie di appartenenza, poi alla zona in cui vive, alla sua alimentazione e all’habitat che frequenta. I colori variano da tonalità di grigio scuro a colorazioni color crema, colori tendenti all’arancio chiaro e giallo sbiadito.

In generale questo serpente non supera il metro di lunghezza, tutte le specie sono inferiori ai 100 cm. La Vipera aspis raggiunge generalmente gli 80 cm, la Vipera berus i 90cm, la Vipera ursini (che è la più piccola) in genere non supera i 50cm e così via.

La Vipera e gli altri serpenti appartengono alla stessa "Famiglia"?

Questa è una domanda che spesso mi viene fatta e in effetti scientificamente la risposta è no.

In Italia esistono circa 20 specie di Serpenti, tutte queste fanno parte della Classe di Vertebrati che prende il nome di Reptilia. La Vipera (e le sue 5 specie presenti sul territorio) fanno parte della famiglia Viperidaementre la maggior parte degli altri serpenti che non sono Vipere si ascrivono alla famiglia dei Colubridae. In questo articolo non scendo troppo nei dettagli parlando di tassonomia con classificazioni dettagliate; è giusto una differenziazone per far capire la differenza fra la Vipera e gli altri serpenti.

Alcuni esemplari di Colubridi

Come si distingue la Vipera dagli altri serpenti?

Il motivo di questo articolo è dato dal fatto che molto spesso, ancora oggi, si ha poca conoscenza e quindi tanti serpenti del tutto innocui, e utilissimi invece agli ecosistemi, vengono uccisi per paura perchè scambiati per vipere. Tutto questo per una mancanza di conoscenza delle specie, per leggende popolane o semplicemente ignoranza, cioè proprio il fatto di ignorare quale sia la realtà dei fatti e punire comunque questi splendidi animali senza un motivo di fondo. Non è assolutamente giustificato uccidere una Vipera in ogni caso, questo articolo ha lo scopo di informare ed evitare almeno l’uccisione di animali innocui.

Una Vipera si distingue dagli altri serpenti presenti in Italia (che per semplicità chiamiamo Colubiridi come citato sopra) per diverse caratteristiche:

  • La Vipera ha una testa triangolare o che ricorda questa forma, i Colubiridi ce l’hanno ovoidale.
  • In generale la Vipera ha sempre un corpo tozzo e come detto già sopra non supera mai il metro di lunghezza. I colubridi invece hanno un corpo più affusolato ed alcune specie superano abbondantemente il metro di lunghezza.
  • La coda della Vipera si assottiglia e si restringe bruscamente, a differenza dei Colubridi che ha un’affusolatura graduale.
  • Le squame delle Vipere sono carenate cioè è presente una cresta al centro delle squame, mentre nei colubridi sono lisce.
  • In particolare le squame sul capo di questi serpenti sono anche un elemento molto identificativo: nella Vipera non è possibile distinguere bene le singole squame mentre nei Colubridi si.
  • Un altro elemento di identificazione sono gli occhi: le Vipere hanno pupille verticali e strette mentre i Colubridi le possiedono rotonde, simili a quelle dei gatti.

Come potete notare gli elementi per distinguere questi animali sono tanti, anche per chi magari può avere una lecita paura di un incontro con determinati animali, ha tutto il tempo di valutare e decidere se allontanarsi senza però uccidere i poveri serpenti che in realtà non fanno altro che vivere nel luogo dove sono destinati a vivere.

Di seguito alcune immagini per farvi comprendere e apprezzare meglio queste differenze.

Torna in alto